Unità pastorale parrocchiale

Unità pastorale "Don Vender"
Divin Redentore - Pendolina 
Santa Giovanna Antida  - Torricella
 Santo Spirito - Ponte Crotte
Natività Beata Vergine (Urago Mella)
 
La visita che il nostro Vescovo ha compiuto nella Parrocchia di S. Spirito, alla presenza dei sacerdoti e dei quattro Consigli Pastorali dell’erigenda Unità pastorale Domenica 30 novembre 2008, è stata lo stimolo forte e autorevole a intraprendere questo cammino, consci delle difficoltà e degli ostacoli, ma certi dell’importanza del lavoro da svolgere, delle forti potenzialità della nostra gente e dell’aiuto del Signore, senza il quale niente è possibile per l’uomo: “Se il Signore non costruisce la città, invano vi faticano i costruttori”.
“Che cosa si intende per unità pastorale? La formula è ancora un po’ vaga nella letteratura pastorale odierna, ma provvisoriamente possiamo rispondere: chiamiamo unità pastorale una collaborazione pastorale organica tra parrocchie vicine, collaborazione promossa, configurata e riconosciuta istituzionalmente”…
Non possiamo tuttavia nascondere a noi stessi che, in proporzione alla gente che abita un determinato territorio, il numero dei sacerdoti è, nel tempo, progressivamente diminuito ed è verosimile pensare che continuerà in questa tendenza, almeno nei prossimi anni. Anche se tale fenomeno deve comunque renderci vigili, in quanto può portare a marcate situazioni di urgenza, non è questo il motivo primario che ci spinge verso l’unità pastorale. "La ragione contingente è una mutata proporzione del rapporto numerico tra i presbiteri e il popolo di Dio, che chiama a un serio esame della figura del prete in parrocchia. Però la ragione più profonda è la riscoperta di una responsabilità collettiva per la cura pastorale, che spinge a una pastorale di insieme, o pastorale organica, da attuarsi mediante una ordinata collaborazione di presbiteri, di diaconi, di persone consacrate e di laici per un determinato territorio."
 Queste mutate condizioni della nostra Chiesa devono interrogare profondamente anche i fedeli laici, per riscoprire una forse sopita corresponsabilità alla vita della Chiesa. La struttura portante, irrinunciabile per ogni tipo di unità pastorale, è formata da ciascuna comunità parrocchiale coinvolta nel progetto. Unità pastorale non è una parrocchia più grande che ingloba le altre più piccole; non è neppure più parrocchie affidate allo stesso prete.

Le colonne della nuova costruzione sono invece le comunità cristiane vive, piccole e grandi, con le loro diversità e ricchezze, molteplicità di carismi e limiti, fondate sulla comunione del presbiterio e sul rinnovato impegno del laicato. La stessa sollecitudine all’evangelizzazione deve portare a comuni sforzi nella preparazione degli operatori pastorali a tutti i livelli e per tutti gli ambiti, nella progettazione e attuazione delle varie iniziative volute da una rinnovata strategia pastorale, più conforme alla specifica situazione del nostro territorio e degli uomini che in esso abitano, per essere sempre più "Sale della terra e luce del mondo". La maggior parte del lavoro pastorale continuerà ad essere svolta a livello parrocchiale, nei singoli gruppi, durante le celebrazioni, là dove, insomma, si svolge la vita quotidiana delle persone. Lo sforzo comune a livello unitario, sarà invece rivolto alla preparazione degli operatori pastorali. Riguardo alla catechesi, dovremo provvedere alla formazione permanente dei catechisti per i ragazzi, i giovani e gli adulti, all’organizzazione di attività specifiche e alla realizzazione di sussidi comuni. Circa l’ambito liturgico, dovremo curare la formazione degli animatori liturgici e la preparazione di celebrazioni particolari, da fare comunitariamente in corrispondenza dei tempi forti. Un servizio importante sarà anche la redazione di un unico foglio su cui riportare anche gli appuntamenti settimanali delle singole parrocchie e di tutta l’unità pastorale. Le associazioni, i movimenti, i gruppi presenti e operanti nel nostro territorio, nel rispetto della libertà e delle peculiarità di ciascuno, sono chiamate a confrontarsi con la realtà dell’unità pastorale. Affidiamo le nostre comunità e il cammino che esse hanno intrapreso, alla preghiera di ciascuno e all’impegno di tutti gli uomini di buona volontà. Confidiamo ciecamente nell’Amore di Cristo Gesù, certi più di ogni altra cosa che Dio ha cura del suo popolo.

       

             Diacono Gianni