In attesa sulla porta di casa

IN ATTESA, SULLA PORTA DI CASA

Carissimi,

a
tutti invio il mio augurio più sincero, non per stancarvi ma per
assicuravi che siete nella mia preghiera e in quella di tutti questi
bambini e giovani che sono con me.

Siamo
in un periodo di attesa, un attesa che la liturgia ci fa vivere sempre
più intensamente. Il Signore Gesù anche quest’anno rinnova la sua
venuta. Ciascuno di noi, secondo la sua esperienza, secondo la sua
situazione, lo sta attendendo.

Anche
noi qui, con i nostri bambini, stiamo preparando la venuta di Gesù. Vi
confesso che è molto difficile far vivere questo periodo di attesa a
questi bambini, perché vengono da religioni diverse. Mussulmani,
protestanti, testimoni di Geova e altri ancora; ma in ogni religione, in
ogni persona, c’è una grande speranza, l’attesa e la speranza di una
pace duratura.

Qui a
Uvira, domenica 8 dicembre si è vissuta una grande festa, come il
coronamento di una grande attesa: l’accoglienza del nuovo vescovo.
Vedendo la gioia di questa gente e i vari preparativi, molte volte mi
sono chiesta: se per un uomo, seppur rappresentante di Dio, c’è un
fermento e una gioia simile, come non dovremmo essere ancora di più
nella gioia per il Signore che si manifesta, che nasce in mezzo a noi!
Il Vescovo è stato accolto con grande fede, e quando l’abbiamo
accompagnato in Cattedrale, posso dire che tutta la città era presente,
tutti dicevano: “Dio ha ascoltato il grido del suo popolo cristiano”.

In
questo periodo inoltre, abbiamo vissuto un’altra esperienza come
conclusione di una grande attesa; le truppe degli aggressori si sono
ritirate, e c’è un grande spiraglio di Pace. Sul volto della gente,
mentre dice questa notizia, c’è gioia: “finalmente ora potremo iniziare a
rivivere”, dice, ma nello stesso tempo c’è una grande titubanza: “....è
proprio vero? Sarà come le altre volte? Il Signore ci ha veramente
benedetto?”. È quello che tante volte penso anch’io: Il Signore ci ha
finalmente benedetto, donandoci un po’ di pace?

Ora a
Kilomoni siamo una comunità di 4 suore, Sr Denise, Sr Claudine e Sr
Tehopiste, e io. Insieme stiamo vedendo un po’ la situazione della
gente, stiamo incontrando le persone della nostra comunità cristiana,
per vedere con loro quali sono i bisogni pastorali, e poter fare un
cammino con loro. Anche in questo senso, bisogna andare molto cautamente
in quanto la gente appartiene a religioni diverse. Non per questo non
ci hanno accolto, anzi, tutti ci manifestano la loro gioia per essere in
mezzo a loro.

In
prevalenza gli abitanti del quartiere di Kilomoni sono pescatori o
contadini. Al mattino alle 5:30, quando andiamo alla messa dai padri
Saveriani, perché la parrocchia è un po’ lontana, vediamo sulla strada
gruppi di donne che si incamminano per andare nei campi. La maggioranza
sono donne e ragazze. Queste ragazze hanno abbandonato la scuola, a
causa della mancanza di soldi o perché ragazze madri. Passando nel
quartiere, molti dei bambini figli di queste donne sono sulla strada
fuori dalla porta di casa, in attesa che le loro mamme tornino dai
campi.

A
parecchie di queste ragazze madri ho fatto la proposta della scuola
materna affinché non lascino i loro figli in strada, ma la mancanza di
soldi non permette loro di pensare di mandare a scuola il loro bambino.
Dobbiamo trovare il modo per aiutarle.

Come
vivere con loro questa attesa di Gesù? Anche per loro il Signore Gesù
viene, ed è presente nella loro vita e nelle loro situazione. Ma come
già altre volte vi dicevo, non mi viene da pensare alla poesia del
Natale, alle luci o alle cose superflue che da noi abbelliscono l’albero
o il presepio. Guardano questa gente, vivendo con loro, sono richiamata
continuamente alle cose essenziali e indispensabili della vita, cioè
alle cose di prima necessità per poter sopravvivere. È a questo che
pensano queste famiglie, ed è cosi che accolgono il Signore, nella loro
semplicità e povertà, ma anche nella gioia, accontentandosi di ciò che
ricevono dalla Provvidenza.

Questa
Provvidenza tante volte passa attraverso le nostre mani, e loro ne sono
grati. Io sono certa che anche quest’anno, alla vostra tavola, ci sarà
un posto anche per uno di questi piccoli, o per una di queste ragazze
madri.

Anche questi bambini vi salutano e vi fanno gli auguri!

Avrei
altre cose da raccontarvi, ma questa realtà di povertà in cui vivo ora
mi stringe il cuore e non mi permette di dire molte cose, se non quella
di ringraziare la Provvidenza per la possibilità che mi offre, quella di
vivere in mezzo a questi poveri.

Grazie ancora a tutti voi, e a ciascuno il mio augurio di un Natale vero! Vi abbraccio tutti e vi ricordo.

Sr Giuliana


E CIMPUNDA?

Sicuramente
qualcuno starà chiedendosi: adesso che suor Giuliana è a Kilomoni, che
ne è di Cimpunda, dei bambini che abbiamo sostenuto fin qui, della
scuola?

La
notizia più bella è poter dire che suor Giuliana lascia una comunità di
suore africane che ora sanno gestire in autonomia la scuola, sanno
portare avanti l’opera avviata, sempre con l’attenzione a consentire la
frequenza della scuola anche a chi ha difficoltà a dare il proprio
contributo economico.

Suor
Ferruccia, intanto, continua nella gestione del centro nutrizionale e
del centro sanitario, insieme alle consorelle congolesi.

E
noi continuiamo ad accompagnare il loro impegno. Certo, in questo
momento l’attenzione è rivolta a Kilomoni, perché l’avvio della missione
richiede molte energie e molte risorse. Ma a Cimpunda non manca e non
mancherà il nostro sostegno!


PER RIFLETTERE

da “EVANGELII GAUDIUM” di Papa Francesco

L’annuncio
di pace non è quello di una pace negoziata, ma la convinzione che
l’unità dello Spirito armonizza tutte le diversità. Supera qualsiasi
conflitto in una nuova, promettente sintesi. La diversità è bella quando
accetta di entrare costantemente in un processo di riconciliazione,
fino a sigillare una specie di patto culturale che faccia emergere una
“diversità riconciliata”, come ben insegnarono i Vescovi del Congo: «La
diversità delle nostre etnie è una ricchezza [...] Solo con l’unità, con
la conversione dei cuori e con la riconciliazione potremo far avanzare
il nostro Paese»

 

A tutti i migliori auguri per un Buon Natale e un 2014 ricco di pace.